Ho rubato uno dei loro sguardi. È reale.

Gli uomini lo invidiano, la dama lo squadra: lui ha la profondità, la mela della discordia.

Ma guardatelo: è l’esempio perfetto di chi non si cura di loro, rimane così com’è, morbido nel suo essere marmoreo.

Sono in un cinema senza poltrone e mi immergo in questo strano film senza azione, senza copione.

Siamo tutti qui per “Lo Sguardo”, l’ultimo capolavoro di questa immaginaria compagnia immaginata.

È una fotografia.

Non l’immagine. Quello che vi è immortalato.

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