Fotografia di moda e pubblicita commerciale. Stabilire chi sia nata prima non è affatto facile.

Di certo, il carattere genetico predominante in entrambe è uno: il desiderio. Sin dagli albori, le visioni “angeliche” sviluppate su pellicola ritraenti capi ed accessori instillavano la brama di possederli.
Sono passati piu di cento anni da quando in una sparkling France veniva proposto sulla rivista La mode practiqueil prodotto del primo set fotografico: da allora nulla è stato piu come prima. 

I fotografi, senza pennelli e tavolette, riuscivano e riescono ancora a “dipingere” la bellezza con un click. Grazie alle loro opere, molti di quei capi ad oggi considerati iconici, come il Little Black Dress di Madame Coco o l’abito modello maschile di Yves Saint Laurent hanno fatto breccia nell’immaginario collettivo, inspirandosi come must-have

Eppure l’evoluzione non può esser fermata.
Con lo sfrenato edonismo degli anni ’80, il prodotto passò dall’essere l’oggetto centrale del desiderio all’essere uno strumento per avvicinarsi all’idea di Dea: Claudia, Naomi, Cindy, dettavano i tempi e le mode, muovendosi morbide ed al contempo statuarie sui red carpets delle varie fashion week o posando per le copertine delle riviste più famose di fronte a Peter Lindbergh, Steven Meisel o Helmut Newton.


Così come inarrestabile è l’evoluzione, cosi lo è anche la voglia da parte del mercato di trasgredire dai precedenti e predominanti canoni: l’idea di moda patinata trasmessa dalle copertine era in pericolo.
Oliviero Toscani e la sua macchina fotografica stavano per consegnare Benetton e le sue campagne avanguardiste alla storia della comunicazione per la moda.
Non bastò neanche piu tutto questo.
Riviste, cartelloni pubblicitari, eventi, sfilate e tutto quanto generato dal fashion non potevano competere con l’infinito e repentino mondo di Internet.

Quando in molti ancora lo osservavano con stupore, Diesel di Renzo Rosso lanciava il suo primo sito web. Una nuova e dinamica vetrina per la fotografia era pronta a conquistare lo scettro della comunicazione.

“Verrà un giorno, e non è molto lontano, in cui potremo concludere affari, studiare, conoscere il mondo e le sue culture, assistere a importanti spettacoli, stringere amicizie, visitare i negozi del quartiere e mostrare fotografie a parenti lontani, tutto senza muoverci dalla scrivania o dalla poltrona.” scriveva Bill Gates nel 1995, e così fu anche per la fotografia di moda. Per quanto Gates fu visionario, non si spinse oltre l’allora pensabile: oggi tutte queste cose l’umanità le fa anche facendo una passeggiata, prendendo un caffè o in metro, il tutto grazie alla diffusione degli smartphone, delle conseguenti “app”. In questa fase storica, non si può non parlare di moda e di fotografia senza menzionare il social più cliccato nel settore, Instagram.

A differenza delle altre piattaforme, Instagram utilizza un linguaggio visivo e quindi di comunicazione d’impatto, che spinge ogni nuova generazione ad interagire sempre più, con qualsiasi mercato, moda compresa. Per questo motivo è un social network che non possiede alcun target di età statico e definito. Questo ha permesso ai brand di utilizzare celebrities di vario genere della scena attuale per sponsorizzare i loro prodotti attraverso diverse campagne pubblicitarie.
Tutto questo non solo ha creato una pubblicità maggiormente mirata a nicchie (spesso definite erroneamente cosi, visto l’esoso numero di appartenenti), ma ha anche abbattuto quei
muri che si creavano tra i fan/consumatori ed i personaggi iconici del jet set utilizzati come volti, avvicinandoli al punto da creare una sorta di community.

Ma la fotografia di moda ha risentito di tutto questo?

Se da un lato probabilmente abbia perso di valore intrinseco, di qualità, dall’altro si sta rendendo sempre più nota, acquistando quella popolarità che prima non possedeva.

Se nel passato si aspettavano i nuovi numeri di Harper’s Bazaar o di Vogue per vedere le nuove tendenze, con i nuovi social ora è possibile vivere la moda ogni giorno e ovunque, ispirandosi a stili provenienti da ogni angolo del pianeta, oppure semplicemente essendo noi stessi, facendoci riconoscere per il nostro stile autentico, diventando creatori di tendenze attraverso i contenuti che pubblichiamo. Instagram ha reso difatti la moda accessibile a tutti e in qualunque luogo, abbandonando definitivamente il concetto elitario che apparteneva al passato. Nonostante inizialmente il progresso della tecnologia era visto come qualcosa di negativo e fuorviante, ora è considerato dai marchi (di ogni settore ma specie da quelli che popolano il mondo fashion) un ottimo strumento sia per raccontare il brand stesso, sia per coinvolgere i consumatori nella comunicazione.
Ieri il consumatore era solo il destinatario finale delle case di moda, dei loro prodotti e dunque della loro comunicazione. Oggi, grazie alla possibilità di comunicare il proprio essere real-time, è diventato cassa di risonanza del marchio o della moda stessa.

La moda è cambiamento per eccellenza e la fotografia racconta una storia di istanti, per questo motivo questo connubio continuerà ad esistere in eterno: solo attraverso le immagini, la magia che c’è dietro al mondo della moda può essere raccontata.

“Questo è il compito dei fotografi oggi: liberare il mondo dalla tirannia della giovinezza e della perfezione.” P.Lindbergh

 

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